23 dicembre 2012

Ciudadana de Madrid!


La prima volta ti affascina, come sa fare una bella donna..anzi, come sa fare un bell'uomo (dal momento che io sono una donna, la metafora va al maschile). Ti entra dentro, bastano pochissimi giorni: Puerta del Sol, Plaza de España, Palacio Real e la Gran Via. Ti incanta con le sue 12 linee metropolitane che ti portano in un attimo dovunque, ma che sono 'inutili' per scoprire la vera anima della città: tutto concentrato. Tutto unito. Plaza Mayor sulla cartina sembra lontana da Puerta del Sol, ma in realtà ci vogliono poco più di 3 minuti a piedi. Quando non capiti in giorni festivi.

La prima volta, avveri un sogno: pochi giorni per visitare il centro di quello che consideri il Paese d'origine della tua anima. Pochi giorni per cercare di sentirti a casa. Pochi giorni per trovare quello che, in fondo in fondo, non avevi vissuto né a Barcellona, né ad Ibiza. Per forza: una è metropolitana che risente dell'influsso del resto d'Europa, l'altra è l'isola del divertimento, della trasgressione e della perdizione. Ma nessuna delle due ti lascia dentro quella soddisfazione del 'sì, sono stata in Spagna'. Madrid al contrario, forse essendo la capitale, forse essendo al centro della penisola, forse perché raccoglie praticamente tutta la storia della Spagna, è diversa. Talmente diversa, che non puoi fare a meno di tornarci. Dicevo: la prima volta ti affascina, la seconda ti incatena a sé per il resto dell'eternità. Per una come me, che parla spagnolo ormai da 11 anni, che si sente parte di quella cultura, che ama profondamente quel Paese, tornare a Madrid è stato come tornare a casa. La prima volta, l'entusiasmo di una bambina curiosa di scoprire cose nuove; la seconda, la consapevolezza di essere in un posto familiare e viverlo con quella convinzione di farne parte. La seconda volta sei consapevole: l'innamoramento si trasforma e diventa più concreto; ti metti alla prova perché vuoi vedere quanto ami quella città. E ancora ti manca un tassello. I complimenti su come parli bene spagnolo ti espandono il cuore, ti lasciano nuovamente la malinconia di non poter restare a vivere lì. Madrid: la città cosmopolita che raccoglie persone da tutta Spagna e da tutta Europa e che allo stesso tempo riesce a mantenere inalterata la fama dello stesso Paese: vitalità, cordialità, gentilezza e disponibilità AD OGNI ANGOLO.

Non è necessario dire altro: se non mi trovate più nella mia città, sapete dove cercarmi.

11 marzo 2012

Non voglio abituarmi..

Bellissima canzone! Nessun'altra descrizione è possibile. L'ascolti una volta e non puoi più farne a meno, ti droga. Anche se parla inesorabilmente di lui. Anche se esce nel momento esatto in cui ti DEVI abituare. Nel momento in cui dici 'No, questa fine dura per sempre!' e vieni smentita non solo dalla frase (che si può interpretare almeno in due modi - entrambi appartenenti a te e alla situazione che stai vivendo) ma anche dagli avvenimenti. Arriva impetuosa come un'onda californiana con la sua 'ricordi belli come un dispiacere, ora!'. Arriva e ti lascia il dubbio di quel 'chissà se anche lui pensa a me, all'abituarsi a non pensare a me..' e in qualche modo vuoi che la risposta sia sì. Una canzone che aldilà di tutto forse è triste perché sancisce comunque una fine, ma proprio quella fine che non è mai la fine, ma che dura forse più di qualche altra fine e ti costringe SOLO AD ANDARE AVANTI, è la visione della luce in fondo al tunnel.
Come già in precedenza, Ligabue dà forza. Come già in precedenza, Ligabue esprime pensieri miei con parole che non potrebbero essere più esatte. Come sempre, mi racconta un po' di me, mi incatena a lui e mi fa innamorare perdutamente di lui.
E per riagganciarmi al titolo, io non mi voglio abituare. Non voglio spegnere il fuoco. QUEL fuoco.



25 dicembre 2011

Christmas 2o11

Non era esattamente così che l'avevo immaginato..qualche mese fa vedevo le DUE MAGIE unite..ma è proprio ora che la sua assenza brucia..proprio ora la sua assenza è così prepotente!
Manca qualcosa in questo Natale, mancano in realtà un paio di cose..ma si va avanti senza mai fermarsi!

22 dicembre 2011

Just feeling like this...

..ne sarò anche uscita vincitrice e integra nella mia moralità, ma fa male..malissimo!

10 dicembre 2011

IL weekend senza fine!

Solo dopo essermi ripresa (e ci sono voluti due giorni? Ma no! La connessione a casa non va, e il tempo per scrivere scarseggia!) mi ritrovo a marchiare quello trascorso come uno dei weekend più belli degli ultimi periodi. In realtà, quando hai a che fare con Amiche come le mie, difficilmente una serata non ti lascia in bocca il gusto della soddisfazione e del divertimento, ma questo 'ponte' di ben 4 giorni, ha quel che di magico che accompagnerà tutte per un bel po' di tempo!


Si parte il giovedì con le canzoni al karaoke (diventato ormai un appuntamento fisso) che parlano di storie, nuove storie, iniziate, finite, riscaldate, tradite, immortali. Tra quelle parole che canti con tanta passione, come se il destinatario fosse lì davanti a te, come se capisse che ti ha fatto bere troppo sale. Quelle canzoni nate per essere cantate in gruppo perché il mondo sarebbe noia senza le donne, o perché ognuno ha diritto di vivere come può. Potrei citarne ormai a dozzine, tutte documentate.

E' il turno poi della festa a sorpresa! Un venerdì organizzato da un paio di settimane, con il rischio che tutto sfumasse. In realtà, la squadra organizzatrice, già collaudata in passato, supera qualsiasi avversità e riesce nel suo intento schivando abilmente anche i bastoni tra le ruote che la diretta interessata cerca inconsciamente di mettere. Partendo dall'aperitivo casalingo, continuando con una cena (vero fulcro della sorpresa quando sei convinto di andare a mangiare la pizza solo con un paio di amiche e invece ti ritrovi davanti 20 persone che aspettano solo te!) e finendo a ballare sui tavoli che ci hanno accompagnato per tutto l'autunno. Discorsi inusuali, foto creative, bicchieri di spumante che 'ospitano' la torta di riso soffiato. E ancora, litri di acqua trangugiati su quei tavoli dove lo sport principale non è ballare, ma sudare! Una serata che ricorderemo per molto tempo, in quei giorni in cui la mancanza sarà più pesante, fino a quando non saremo di nuovo unite per scatenarci coi colori dell'estate!


Non contente (perché il weekend canonico era appena iniziato), abbiamo deciso di restare sul tranquillo per il sabato sera, ascoltando una delle cover band ufficiali di Vasco. Canzoni sentite, famose, cantate mille mila volte. Canzoni che quella sera hanno avuto, almeno su di me, un effetto particolare. Non è il momento di psicanalizzare ciò, le cose divertenti sono altre: la Ang-gps che riesce a salvare la serata trovando il locale nonostante le indicazioni sbagliate. La stessa Ang che al ritorno si inventa un magico e non cercato giro giro tondo e torna al locale smarrendo la strada verso casa (io la chiamo 'la maledizione di Grezzana' dal momento che puntualmente lì riesco a perdermi!). 12 gusti di cioccolata abbinata a noccioline salate (la fame che ha preso tutte all'1 di notte era impressionante!). L'idea di non fare tardi che invece ci ha lasciato a Morfeo solo verso le 3 di notte. Il bagno che era esattamente di fianco ad uno del gruppo e che quindi era inagibile per un paio d'ore (vi sfido io a passare davanti a tutti con un palese cartello di bisogni fisiologici! Meglio attendere la fine del concerto!!!) Un sabato alternativo, senza danze ma con della buona musica (ottima! per quanto ami Ligabue, Vasco resta un grande!) e una birra in compagnia dei musicisti.


Poteva finire qua? Ovvio che no! Domenica: aperitivo. Due amiche, le due reduci, le due instancabili (esattamente come nei balli due sere prima), entrambe un po' giù di tono forse per la stanchezza, forse per le ambiguità del periodo, forse perché stanche di stare ad aspettare che le cose (tutte) cambino da sole. Insomma, due ragazze in balìa dell'happy hour veronese con l'unica voglia di non pensare. Momenti di conferma. Discorsi frivoli dettati dagli spritz e discorsi seri fatti NONOSTANTE l' "anima nera". Amicizie più forti di prima, amicizie che mai si tradiranno perché TROPPO affiatate. Fin dall'inizio. Fin da subito. Perché create da persone vere, oneste e sinceramente attaccate l'una all'altra! Posso dire di avere un'amica semplicemente meravigliosa! Lei davvero mi ha vista in ogni situazione, lei davvero conosce i miei difetti meglio di me e nonostante questo, è ancora al mio fianco! Sono fortunata.

2 dicembre 2011

Nei meandri della mia testa!

Arriverà il tempo in cui i miei post saranno un pochino più vitali..ma anche per oggi andrà così!
E' un pensiero fisso..Una persona che sta diventando TUTTO per te, una persona alla quale avresti voluto far leggere cose scritte mentre vivevi di QUELLA felicità. Una persona alla quale le faresti leggere ora, per farle capire cosa sia per te. 
Ho sempre creduto che le parole fossero uno degli strumenti più potenti del mondo. Ho dovuto imparare a misurarle, a sceglierle, a combinarle nel modo più corretto per essere sicura di far passare il concetto esatto che era nella mia testa. 

Ho dovuto imparare a dire ciò che penso stando attenta a non ferire nessuno. Perché se c'è qualcosa che non sopporto, è vedere qualcuno che sta male per causa mia, vederlo stare male per una parola sbagliata (basta un semplice sinonimo a cambiare completamente "aria" ad un'intera frase). 
Per rendere meglio l'idea di ciò che intendo, potrei usare una metafora e prendere come esempio gli sceneggiatori: scrivere un film equivale a rendere concreta un'idea che fino a poco prima era solo nella testa dell'autore. Stesso ruolo hanno per me le parole. Se nella mia testa esiste il concetto "azzurro", non può uscire dalla mia bocca "celeste". Per quanto siano estremamente simili, restano due cose completamente diverse. Io ho la presunzione di VOLER CONNETTERE TESTA E LINGUA perché detesto non essere capita. E prima di dare la colpa a chi mi ascolta, preferisco essere estremamente esigente con me stessa. Ma come sempre, non faccio i conti con la realtà: sono una delle poche a dare tutto questo peso a quello che vien detto. Forse perché sono una delle poche che REALMENTE dice ciò che pensa e che quindi PESA ciò che dice.


Tanti mi diranno: le parole non servono a niente se non sono accompagnate ai fatti. Bene, per quanto mi riguarda, le parole hanno un'importanza estrema. Se qualcuno ci ha dotato della capacità di parlare, di esprimerci, di scrivere (lettere, mail, blog, sms, post-it e quant'altro), un motivo ci sarà! Non nego che anche i fatti pesano parecchio, ma volte fa più male una parola che uno schiaffo! Come la mettiamo in quel caso? Vale di più un "ti amo" o un anello? per quanto mi riguarda, vale molto di più un ti amo. Forse perché è qualcosa che non si dice come se si bevesse un bicchiere d'acqua. O forse perché chi lo dice, generalmente, tende a dimostrare coi fatti ciò che esprime. Ancora, valutiamo questo: posto che abbiamo una frase tipo "sei importante per me!" analizziamo i comportamenti. Vale di più il fatto che lui NON giri la macchina per venire a trovarti, o vale di più il fatto che si preoccupi per te, si interessi di te ecc ecc..?!

Ecco perché do così tanta importanza alle parole. Perché in fin dei conti sono quelle che restano. O meglio, sono quelle che bruciano di più.

30 novembre 2011

Gelosia.

C'è un tempo in cui capisci cos'è l'Amore.

E poi c'è il tempo in cui incontri la Gelosia. Brutta parola. Ma portatrice di un sentimento autentico (quando non diventa ossessione!). E' il sintomo di quella malattia che hai imparato a conoscere: Amore. Che in fin dei conti, si può tradurre con la paura di perdere la persona a cui tieni così maledettamente tanto. Ed è incredibile come sia uno dei pochi sentimenti che ti lega a quella persona anche quando non c'è un rapporto diretto con la stessa. E in alcuni frangenti rende ciechi a tal punto da trasformarsi in rabbia. E con la rabbia, lo sappiamo, si rischia di perdere anche le cose più belle. Si rischia di allontanare da noi stessi anche quella persona a cui si tiene così tanto. Si rischia, e purtroppo a volte, si sancisce tutto questo.






Brucia, fa male sapere certe cose. Poi pensi "ma sì, tanto anch'io ho fatto così, non ho diritto di prendermela!" ma è un antidolorifico che funziona poco. Quasi come se tu sia in diritto di fare ciò che ti pare e lui no. Ma forse non è questo. Forse è perché sai che è questo il modo in cui lo perderai completamente. Forse perché tu stai cercando di dimenticarlo, ma vorresti che lui non dimenticasse te.

Ho imparato a non usare due parole nella mia vita: MAI e SEMPRE. Non si può perdere per SEMPRE una persona, perché resta nel tuo ricordo. Ho sperimentato che il MAI è l'anteprima del "e invece...!!!!". Eppure in questo momento, proprio con queste due parole potrei usare due frasi (forse opposte) che indicano lo stesso concetto. E' vero che il male peggiore dell'essere umano è la PAURA della PAURA. Un gioco di parole che forse lascia intendere poco, ma che allo stesso tempo è estremamente chiaro.
M'impongo di restare positiva, ha sempre fatto parte del mio carattere! Ma dopo 26 anni in cui la mia positività si è scontrata con il realismo, la prima c'ha sempre rimesso! Per quanto io continui a cadere, rialzarmi e rimettermi in gioco come se fosse sempre la prima volta. Con lo stesso entusiasmo. Con la stessa me stessa (perdonate la ridondanza, ma è dovuta!). Non so se sono pronta per accettare nuovamente tutto questo. E parlare a cuore aperto, molto spesso, non serve. Persone autentiche ormai ne sono rimaste poche. Talmente poche che non vengono nemmeno credute. In una società dove a gran voce si condannano i falsi, gli ipocriti e gli opportunisti, purtroppo ad essere additati come tali sono proprio coloro che non hanno mai fatto male a nessuno. O almeno, mettono impegno, anima e passione in tutto quello che fanno proprio per non fare del male a nessuno e che invece si ritrovano ad essere il raccoglitore del male del mondo.


Manca, tanto. Non so se sia questione di tempo, ma piano piano sto pensando che forse sia il caso di far partire il treno. Mi sono fermata nella sua stazione troppo a lungo.